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Saturday, 22 April 2017

Tempo e lavoro

Per lavorare mi serve tempo, ma questo tempo non mi serve per lavorare. Infatti il tempo che mi serve per compiere un determinato compito non è direttamente proporzionale all'estensione o alla difficoltà del compito. Per lavorare mi serve tempo, perché il tempo mi serve per trovare l'ispirazione! Una volta trovata l'ispirazione, poi il lavoro vien giù da solo, basta essere sufficientemente svelti per stare al passo col flusso. Poi uno dovrà arrabattarsi a fare tutte le modifiche che vuole (o che deve), e per quelle a volte si ha più tempo, altre volte meno (in genere meno), ma quello è secondario, il nocciolo della questione è trovare, avere un'ispirazione: una volta che c'è quella - ripeto - poi il lavoro si fa da solo... Di quanto tempo si abbia bisogno per trovare l'ispirazione, questo non si può sapere a sapere a priori: per questo si ha bisogno di tempo.

Due condizioni essenziali per poter trovare l'ispirazione sono: 1) essere soli e 2) non avere scadenze, non avere qualcuno dietro che ti preme per avere il tuo risultato. Per carità, certe volte facciamo parte come ingranaggio di una macchina più grande, e la macchina complessiva ha bisogno entro un determinato limite di tempo di avere ciò di cui ha bisogno per poter compiere il passo successivo. Certe volte quindi bisogna scendere a compromessi, certamente... O addirittura ci sono persone che lavorano meglio sotto pressione? Basti pensare ai tempi dell'Università, in cui non si iniziava a preparare un esame finché non se ne aveva fissata la data! Io però, personalmente, credo che il mio lavoro porti i frutti migliori quando ho abbastanza tempo per fare ciò che devo fare... Certo, uno potrebbe dire che il rischio potrebbe essere quello di avere bisogno di un intervallo di tempo indeterminatamente lungo; lì scende allora in campo la motivazione che si ha a compiere un determinato lavoro...

Un'altra considerazione che discende da quanto detto - una considerazione di carattere più filosofico - è che si potrebbe pensare al tempo come a quella cosa di cui c'è bisogno quando non si sa cosa fare (o come farlo), mentre quando operiamo, sì, il tempo passa, però non ce ne accorgiamo, come se, non essendo vigili, quanto piuttosto impegnati a fare qualcosa, non potessimo percepire il tempo che passa, ragion per cui si è portati  a dire che il tempo non passa proprio (come se l'azione del fare si svolgesse tutta in un solo istante). Questa considerazione ha qualcosa di quasi comico se pensiamo che, nel linguaggio comune, quando facciamo qualcosa che ci piace (qualcosa in cui siamo ispirati), diciamo che il tempo vola!